venerdì

Pergamene e codici restaurati dell’Archivio Capitolare di Grottaglie

COMUNICATO STAMPA


Presentazione delle pergamene e dei codici restaurati dell’Archivio Capitolare di Grottaglie

Domenica 22 gennaio 2012, h. 19.00 Chiesa Matrice di Grottaglie

Da qualche settimana è stato immesso in rete l’importante fondo pergamenaceo dell’Archivio Capitolare di Grottaglie sulla pagina web “Pergamene di Puglia on line” del sito della Soprintendenza Archivistica per la Puglia. Un’iniziativa che conclude il riordinamento, il restauro e la digitalizzazione di un notevole “corpus” documentario che riguarda direttamente la storia religiosa (ma anche civile) della Città della Ceramica e che interessa anche la vita e la cultura del territorio circostante.

Studiosi, amanti della storia e semplici curiosi hanno, quindi, la possibilità di accedere direttamente, con immagini ad alta definizione, a questo vero e proprio tesoro conservato nell’archivio capitolare di Grottaglie e giunto fortunatamente fino ai giorni nostri.

Si tratta di ben 126 pergamene (14 bolle, 6 grazie concesse al Capitolo, 104 strumenti notarili e 2 “Tabulae Missarum”) che si aggiungono a tante altre pergamene di altri importanti complessi archivistici pugliesi e consultabili direttamente al sito http://www.sapuglia.it/

Ricordiamo che l’archivio capitolare di Grottaglie venne istituito ufficialmente nel 1577 per ordine dell’arcivescovo di Taranto Lelio Brancaccio e che, come già ricordava Luigi De Simone nel 1888, è tra i più importanti di Terra d’Otranto. Infatti, conserva tuttora un consistente e interessante materiale documentario relativo non solo all’antico Capitolo e Clero della Chiesa Collegiata Maria SS.ma Annunziata, ma anche alle altre istituzioni religiose e civili dell’antica Terra delle Grottaglie.



Le pergamene conservate vanno dall’anno 1440 al 1705 (bolle, privilegi e strumenti notarili); 3 grandi e preziosi codici pergamenacei (un “Salterio” e due “Antifonari”) del secolo XVI e un notevole settore cartaceo, consistente in oltre tremila pezzi tutti inventariati (codici, registri e carte sciolte), che abbraccia un arco temporale lunghissimo: da documenti (in copia) risalenti al 1118 fino ai primi anni del secolo XX, quando la vitalità e gli atti del locale Capitolo vennero meno.



L’Archivio Capitolare di Grottaglie ha ottenuto nel 1995 la dichiarazione di notevole interesse storico da parte della Soprintendenza Archivistica per la Puglia che ne ha favorito e guidato il riordinamento effettuato da Rosario Quaranta, il quale ne ha curato anche l’Inventario, pubblicato nel 2004 dal “Centro Studi Salentini” di Lecce.

Nell’ambito dei festeggiamenti per il patrono S. Ciro, il Parroco D. Eligio Grimaldi ha programmato, d’intesa con L’Amministrazione Comunale e con la Sezione Tarantina della Società di Storia Patria, un incontro culturale finalizzato a evidenziare lo sforzo compiuto per la tutela e la valorizzazione dell’Archivio capitolare di Grottaglie, grazie al ruolo svolto dalla Soprintendenza Archivistica per la Puglia.

Sull’importanza di tali iniziative interverranno domenica sera, 22 gennaio, alle ore 19, subito dopo la celebrazione eucaristica, lo stesso D. Eligio Grimaldi, il sindaco di Grottaglie Ciro Alabrese, il direttore dell'archivio storico Diocesano di Taranto D. Francesco Castelli, l’assessore alla cultura Maria Pia Ettorre, il presidente della Sezione Tarantina della Società di Storia Patria per la Puglia Giovangualberto Carducci e il curatore dell’Archivio Capitolare Rosario Quaranta.

Per la circostanza verrà presentata la pagina web “Pergamene di Puglia on_line”, del sito della Soprintendenza Archivistica per la Puglia e verranno esposti alcuni cimeli archivistici significativi.

Rosario Quaranta

giovedì

Cinema 150 anni - mostra a Taranto

COMUNICATO STAMPA
Mostra del Cinema
2 - 13 dicembre 2011
L’Assessore alla Cultura, Vincenzo Mario Pennuzzi, rende noto che a partire da venerdì 2 dicembre p.v. e fino a martedì 13, il Comune di Taranto ospiterà, nelle sale dell’ex Convento di San Francesco - via Duomo - Città Vecchia, una singolare mostra, proposta dall’Assessorato Regionale al Mediterraneo Cultura e Turismo, dal titolo: “Cinema 150 anni”.
La mostra itinerante, orientata verso la rilettura del contributo che il cinema italiano ha dato al periodo del Risorgimento, è costituita da pannelli che riproducono manifesti cinematografici dei films che fanno riferimento a quel periodo. Si tratta di alcune immagini impresse indelebilmente nella memoria collettiva (“Il Gattopardo” di Visconti), o che riproducono ritratti, atmosfere, ambienti strettamente legati alle storie o alle vicende raccontate dai film.
La raccolta in mostra, proposta all’attenzione del pubblico e coincidente con l’anno delle celebrazioni dei 150 anni di Unità d’Italia, ha evidenti intenzioni didattiche e si rivolge, in modo esplicito alle giovani generazioni, al mondo della scuola, offrendo uno strumento vivido e coinvolgente agli insegnanti che vorranno lavorare in modo dinamico sia sul ruolo del cinema e dei suoi linguaggi, sia sulla ricostruzione culturale della storia del nostro Paese.
A Taranto, la scelta della location, che solo recentemente è diventata sede di alcuni corsi di laurea dell’Università di Bari, non è stata casuale. Luogo frequentato da docenti e studenti che hanno portato nuova linfa nella Città Vecchia, si presta, più di altri, ad assolvere al compito mirato della diffusione e fruizione della cultura nei suoi molteplici aspetti.
La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile, dal lunedì al sabato, esclusi i giorni festivi, dalle ore 9,00 alle ore18,00.
La cittadinanza è invitata.

DIRITTO DI REPLICA: DALLA SIG.RA GRAZIA PARISI (presidente ANPA sez. di Grottaglie, gestore canile municipale)

Ieri ho avuto un incontro civile e cordiale con l'ass. Anna Ballo. Mi ha riconfermato, e non ho mai avuto dubbi, la sua sensibilità e vicinanza agli animali e al lavoro dell' Anpa. Per mia parte, ho spiegato le nostre perplessità, compresa quella per non essere stati consultati. Il titolo di "esperti" gli operatori dell'Anpa lo hanno guadagnato sul campo in 20 anni di lavoro sul territorio e quindi avrebbero potuto fornire suggerimenti onde ovviare quel che la sintesi di un'ordinanza può scatenare e che, in verità, si era già scatenato. Se ne parlava da giorni ,prima che l'ordinanza fosse prodotta , interpretata proprio come gli animalisti temono. Non era questa l'intenzione dell' Amministrazione, e ci crediamo, ma la perplessità nasce in relazione all'art. 2 dell'ordinanza considerato che il comune di Grottaglie ha un assessorato alla Protezione Animali.

Adesso, però, è il momento di lavorare, di collaborare.


L'Anpa ha chiesto il ritiro dell'ordinanza ma se non dovesse essere possibile facciamo in modo che questa ordinanza poggi su un regolamento(già prodotto a cura dell'Anpa, visionato da 2 avvocati e 2 magistrati).In questo modo quell'ordinanza avrà un senso ed una base legislativa ed esplicativa.A breve forniremo ai nostri soci e simpatizzanti moduli per raccogliere le firme a sostegno di questa iniziativa che accontenterà animalisti e non , che prevede un ufficio U.D.A.,uno sportello informativo, di servizio pubblico e pronto soccorso, oltre a disciplinare la materia e istituire il controllo su cani di proprietà, sui cacciatori, sulle aziende agricole, sulle rivendite, sugli allevatori. Perchè il randagismo nasce da qui, il randagio non nasce randagio, diventa tale perchè qualcuno abbandona il proprio animale. Se ci sono randagi in giro, nonostante il canile, è perchè i cani ce li" regalano" di notte. Abbiamo trovato sul nostro territorio animali microchippati di altre province oltre a cuccioli in cartoni di età diversa. Cosa vi fa pensare questo? Comunque ci sono indagini in corso.


Un' altra cosa sono i "cani di quartiere", i nostri cani, che vivono sul nostro territorio ,assistiti dai volontari, sterilizzati ,vaccinati, sottoposti ad antirabbica, di proprietà del Comune. Io credo che debba essere ringraziata la gente che se ne occupa ,anche dagli intolleranti, perchè nutriti e assistiti gli animali perdono quell'aggressività che vien fuori quando un essere vivente è disperato e affamato. Dell'ordinanza ci ha disturbato quel "subito" che potrà esaltare qualche idiota ma ci difenderemo e lotteremo. Come sempre.


In ogni caso l'articolo della 12/95, perfezionato poi dalla 26/2006 e dalla 34/2006, che ha previsto la figura del "cane di quartiere"è espressione di civiltà e modernità .La figura del cane di quartiere non voleva essere la soluzione tampone al problema randagismo ma l'espressione dell'art. 1 della 281/91 che parla di convivenza fra uomo e animale.I cani della città nella città.


Riguardo le aggressioni ,molte sono fasulle, ho detto molte non tutte, tese al risarcimento, altre vedono protagonisti cani di proprietà lasciati incustoditi. Sempre cani sono - dirà qualcuno - ma non è giusto colpevolizzare i randagi. Abbaiare poi non vuol dire aggredire e meno che mai "sbranare". Smettiamola di abusare di questo termine.


Per quel che riguarda il canile mi riferiscono che si dice in giro che molti vorrebbero chiuderlo. Perchè, di grazia? Chi sono questi idioti? Ma se la gente non vuole cani in giro!E' sicuramente gente manovrata o strumentalizzata da chi ha interessi.Lo sapete quanto si paga altrove per la gestione di un canile? Dai 2 euro a cane in su, fino a 5,20, qui vicino, ma proprio vicino.Cosa che noi dell'Anpa ci sognamo e non li accetteremmo nemmeno 5,20 euro a cane.Personalmente mi vergognerei ad accettarli perchè c'è gente che non può mangiare a pranzo e a e a cena.


La convenzione di Grottaglie è la piu' bassa della provincia, il Comune spende 180.0000 euro all'anno, comprensivi di iva, di cui 40.000 in mangime, 135.000 (iva compresa) corrisposti all'associazione che con questi soldi deve pagare l'iva, comprare il mangime, pagare 5 operai, gli oneri tfr per i 2 che sono assunti per 5 ore e lavorano per 10 ore, il telefono, i detersivi, i disinfettanti, gli accessori per il lavoro, le medicine, i medici privati per gli interventi che la asl non è tenuta a fare. Ci si faccia un po di contj. In altre parole se dividiamo la somma di 180.000 per 541 cani viene 0,90 circa a cane, iva compresa, e l'iva va pagata, ma anche di meno perchè in questo calcolo non vengono conteggiati cani di quartiere e gatti, ricoverati per 2 o 3 o più giorni per interventi, sterilizzazione e terapie. Inoltre tutti i ricoveri giornalieri sono sempre a carico dell'ANPA.


Oppure possiamo considerare il fatto che gli operatori del canile sono impegnati 10 ore al giorno, tutti i giorni, anche la domenica, anche a Natale, a Ferragosto, sperando di non ammalarsi perchè non c'è turnazione, sotto l'acqua e sotto il sole ,per meno di 3 euro l'ora e in nero.
La sottoscritta, dopo 10 ore di lavoro,è costretta a scendere al canile anche mezz'ora dopo essere rientrata a casa o a sera o di notte, secondo le emergenze..


Vi sembra ancora troppo alta la cifra ?


Se si ,accomodatevi a provare anche un giorno solo, andrete via coi capelli ritti, come è successo a molti.


Se poi la vocazione al risparmio è degli amministratori, lanciamo un idea per abbattere i costi.
I consiglieri comunali potrebbero organizzarsi a turni di 5 e venire al posto nostro la domenica, così noi ci riposiamo dopo 17 anni e loro risparmiano ,diciamo, 20.000 euro all'anno.
Toccherebbe loro una domenica al mese e al posto mio potrebbero mandare le loro signore, a turno. Coi soldi risparmiati potrebbero coprire le spese veterinarie per gli animali incidentati e/o ammalati (interventi chirurgici e terapie) sul territorio che il comune non ha pagato mai dal momento che se ne è fatta carico l'Anpa per 20 anni.


Sicuramente non sanno, i consiglieri, come non lo sa il pubblico, che il carico sanitario, relativamente ai cani di quartiere o vaganti, è dell' Amministrazione dal momento che la Asl è tenuta solo alla cure di primo soccorso. Non lo sanno perchè dal '91 in poi le fatture le ha pagate l'Anpa o i cittadini che si occupano degli animali, il Comune non ne ha mai pagato una.
Noi dell' Anpa non vogliamo ringraziamenti o complimenti ma non accettiamo nessun tentativo di maldicenza. Al momento sono in 2 che verranno in tribunale con noi, in futuro non escludiamo la possibilità di comitive.


Ad Ottavio Orlando,intervenuto su facebok ,va il nostro saluto e il nostro affetto perchè con noi si è comportato ,più che come politico, dalla brava persona che è.
Era isolato però con contro consiglieri di destra e di sinistra. Non tutti ma molti.
Abbiamo un ricordo affettuoso anche del consigliere Spagnulo, giusto per essere imparziali.


Dimenticavo, dell'ordinanza abbiamo molto apprezzato il disegno.

mercoledì

DIRITTO DI REPLICA - LETTERA APERTA -MA NON TROPPO- DI JOSE' VAN ROY DALI'

Lettera aperta ma non troppo …
Alla luce di quanto accaduto nel luglio del 2009 e della scia di polemiche che, malgrado ogni illuminante ed esauriente disamina esplicativa, tende inutilmente a proseguire fuori da ogni logica, per inerzia e per solerzia di pochi manovali della fandonia.


PREMESSA
In considerazione del fatto che chiunque ha esternato il proprio punto di vista, a volte gratuitamente e fuori luogo, sulla natura dei fatti e soprattutto sulle colpe degli stessi, anche io vorrei esporre legittimamente le mie impressioni sugli squallidi retroscena dei noti fatti e misfatti grottagliesi, soprattutto sui maldestri manipolatori di notizie locali scivolati fatalmente, a causa della loro frivola e rabbiosa incompetenza, sullo sputo di una verità ampiamente divulgata dalla stampa internazionale sin dagli anni ottanta, ma opportunamente celata dai quattro moschettieri della menzogna per i propri scopi “sovversivi”.
Quanto rumore per nulla!
Non avrei mai immaginato, nel recarmi in quel di Grottaglie, che la stupidità di una persona notoriamente disturbata e dei suoi insulsi seguaci potesse sollevare tanto clamore, sovralimentato dal falso pretesto giustizialista, da giornalisti abilitati e non, da avvocati, con e senza laurea, che nell’adergersi a giudici nostrani della domenica e nel ridursi ad usare come arma impropria la calunnia, trascurando sfacciatamente uno dei cardini fondamentali della giustizia italiana come la presunzione d’innocenza, concessa obbligatoriamente per legge anche ai più biechi criminali di ogni epoca, “dimenticavano” volutamente ogni deontologia per dare sfogo alla loro comune impotenza, non soltanto mentale.


L’ ACCUSA
Non è figlio di Maria, non è figlio di Gesù … ma di questo non ce ne può fregar di meno ?…
Ma chi volevano abbindolare gli oscuri cialtroni della fandonia abilitata, se non i propri lettori? Se da sempre hanno sparato a zero dalle loro postazioni telematiche e dai loro libercoli di carta igienica, più volte riciclata, sui cosiddetti figli di … contro le troppe opportunità loro offerte in quanto tali, su favoritismi eccelsi … invece, per il sottoscritto (vedi legge fai da te), vale esattamente il contrario! Se non è figlio, non può fare nemmeno il proprio lavoro, né può venire ad esporlo a Grottaglie! E tantomeno venir pagato per la propria prestazione professionale, come avviene da oltre quarant’anni in tutto il resto del mondo. Ma a Grottaglie c’è la “regina di picche” senza trono né corona e che aspira da sempre ad una poltrona comunale occupata “indegnamente” da altre.
In realtà, la mia inconfutabile condizione di figlio avrebbe fatto crollare ogni plausibile accusa nei confronti delle tanto detestate operatrici culturali e la manipolazione storico-anagrafica andava assolutamente perpetrata per colpire di sponda e “mortalmente” l’assessore, la direttrice del Museo e, perché no, tutta la giunta comunale al completo, Sindaco incluso.
Non è solo la mancanza di rispetto per chiunque e la smisurata presunzione personale che accomuna le squallide nullità, che si sono schierate contro di me per poter colpire a tradimento uno o più amministratori locali, che mi sorprende, ma lo sperpero di stupidità e ingenuità profuse per “confezionare” piuttosto maldestramente il cosiddetto “complotto paesano”.
Confutare caparbiamente il lavoro di centinaia di colleghi internazionali molto più affermati e di ben altro livello, tra i quali giornalisti e autori televisivi, registi e produzioni cinematografiche, personaggi del mondo della cultura e dell’arte, aziende internazionali e quant’altro, denota il furore devastante e la rabbia incontrollata del proprio fallimento personale, che logora l’esistenza inutile dell’essere che è ben al corrente della propria inconsistenza. E, come si usa dire a Roma: in c..o gli c’entra … in testa no!
Considerando che ho accumulato qualche anno di troppo, è venuto anche a me qualche dubbio sulla mia discendenza … e sulla eventuale possibilità di essermi “distratto” per più di settant’anni. Oggi a quanto pare può accadere di tutto, persino di perdere la propria identità senza rendersene conto. Ho sfogliato nervosamente l’elenco telefonico alla ricerca del mio nome e del relativo numero con la paura di non trovarlo più, ma tutto era al proprio posto come sempre.
Ho cominciato a rovistare tra le carte polverose della mia esistenza, costellate da atti notarili, dichiarazioni e testimonianze giurate varie, diversa corrispondenza internazionale, tra cui moltissime lettere dei miei genitori e persino una r.r. al re di Spagna piuttosto datata, con la richiesta di porgere i miei saluti a mio padre in una sua prossima visita, atti giuridici presentati e prontamente accolti nel 1986 in Italia e in Spagna dai Tribunali competenti, che notoriamente, prendono in considerazione soltanto regolari richieste complete di seri e adeguati requisiti. Inoltre, per ulteriore sicurezza, ho sfogliato numerosi settimanali spagnoli che per oltre un decennio hanno pubblicato articoli e interviste sulla mia nota condizione filiale, mentre mio padre era ancora nella piena capacità di intendere e di volere … e mi sono tranquillizzato: perché, a quanto pare, io esisto!
La mia tessera di pubblicista (n.1074) risale all’ottobre del 1974 e conosco perfettamente ogni regola e meccanismo di tale mestiere, pur non esercitando. Quando la diffamazione a mezzo stampa è partita, nulla può servire a riabilitare il malcapitato di turno agli occhi della gente comune, nemmeno il giudizio irreprensibile di un vero Tribunale, e il giornalista propenso all’aggressione e in ragionata malafede lo sa bene. Difatti, nel reperire le mie foto personali visibili sul mio sito, si è ben guardato dal pubblicare le immagini diffuse dalle riviste di tutto il mondo in compagnia di mio padre, altrimenti tutto sarebbe apparso incredibile.

Ma torniamo ai fatti salienti della vicenda. Ho incontrato la Dott.ssa Patruno e la Dott.ssa De Vincentis due o tre volte soltanto e, a mio avviso, hanno svolto più che bene il loro lavoro, in quanto sono riuscite a far risparmiare al Comune una cifra considerevole, per una manifestazione apprezzata e pagata molto più adeguatamente in ogni parte del mondo, perché i costi reali, per una mia esposizione personale, sono di gran lunga superiori a quei quindicimila Euro tanto rimpianti con finte lacrime di coccodrillo soltanto dai soliti quattro dissidenti locali.
Sicuramente, l’eventuale suggerimento di mio padre sarebbe stato: Non ti curar di lor, ma guarda e incassa!
Alla luce dei fatti, sono fermamente convinto che, anche se tutto si fosse svolto regolarmente, e cioè con il titolo: Josè Van Roy Dalì ”Omaggio a Salvador Dalì” come concordato in precedenza e ben visibile su cataloghi e manifesti, i soliti noti avrebbero trovato comunque il pur minimo pretesto per colpire i loro reali obiettivi.
Orbene, nel frattempo anche la giustizia si è adeguata ai tempi e, dal 02/03/2010, la IV sezione civile del Tribunale di Monza, con la sentenza n. 770, condanna l’uso di messaggi offensivi su “Facebook”. E, grazie all’incompetenza professionale di alcuni avvocati e giornalai (aspiranti giudici) con e senza abilitazione, che fanno parte del ridottissimo clan dei grottagliesi, e che, nel frattempo, hanno continuato ad offendermi gratuitamente con le loro reiterate attenzioni denigratorie su Facebook, lasciando ancora ampio margine ad eventuali possibilità di querele per le quali possono attendersi, da un momento all’altro, un “richiamo” ufficiale, avrei per Legge ancora la possibilità di rispondere per le rime, con una congrua richiesta risarcitoria, ma il mio carattere eternamente goliardico mi suggerisce per ora qualcosa di diverso e di più consono al livello agreste dei quattro enfatici calunniatori.

DEDUZIONI
Giunti a questo punto, perché tralasciare il falso problema del figlio si, figlio no? Tanto vale andare fino in fondo e, come nel gioco delle carte, proferire il fatidico: vedo!
I miei “giudici improvvisati” basano le loro ridicole illazioni sul personale desiderio di portarmi al “patibolo” assieme ad ex amministratori e non, loro invisi, ma non si sono accorti che la corda è ormai logora e inefficace come i loro argomenti.
Sono convinto, alla luce della insulsa testardaggine ostentata dagli oscuri pennivendoli di provincia, che non accetterebbero la semplice verità dei fatti come tale, nemmeno dalla viva voce di mio padre qualora egli fosse ancora in vita … per partito preso e per non veder crollare miseramente l’unico falso scoop della loro “carriera”. Qualora la povertà mentale di queste persone non sia equiparabile alla loro condizione economica e per evitare che, a forza di occuparsi inutilmente di me, possano correre il serio rischio di mettermi ulteriormente in luce … potrei loro suggerire, se davvero hanno palle e mezzi economici per farlo, di cominciare a racimolare una cifra piuttosto consistente, per poter rilevare il mio D. N. A. e fare la verifica definitiva! Diversamente, in caso contrario, potrebbero tentare di usufruire di un sistema altrettanto efficace quanto infallibile. Mia madre, è notorio, si dilettava nel prevedere il futuro attraverso i fondi del caffè turco oppure attraverso la lettura delle carte, e il più delle volte le sue previsioni si rivelavano esatte … inoltre, quando qualcuno la faceva davvero arrabbiare, lanciava minuscoli anatemi che, come telegrammi d’altri tempi, giungevano puntualissimi alla meta … conferendole bonariamente , nel tempo, la nomea di “strega della domenica”. Quale migliore opportunità poter sperimentare finalmente, in prima persona, gli effetti oscuri dell’ereditarietà genetica?… se, quale unico primogenito maschio, avessi ereditato simili poteri, potrei provare, anche se non ho mai creduto a queste cose, a lanciare affabilmente le mie maledizioni personali, con il sincero auspicio che non siano troppo potenti verso coloro che mi hanno mostrato tutte queste “gioviali” attenzioni. Se dovesse loro accadere a breve qualcosa di non proprio catastrofico, tale evento costituirebbe la prova certa e inconfutabile della mia condizione di figlio di cotanta madre.

Nemmeno a me, tutto sommato, può fregar di meno di dare dimostrazioni pratiche sul mio status giuridico, in fondo un nome vale l’altro … ed è la testa, la sua conformazione e quel che c’è dentro che conta … e io sono estremamente soddisfatto della mia, ma su quella di altri non oso esprimermi … Ritengo estremamente meglio essere un figlio di … che una qualunque testa di … E, come disse magistralmente Alberto Sordi nel ruolo del marchese del Grillo: io so io e loro non sono un ca..o! E aggiungo: e nemmeno lo saranno mai! A buon rendere … e fatemi sapere quanto prima di ulteriori sviluppi del caso, numero preciso di eventuali avversità e loro consistenza.

P.S.
Si rammenta, alla valchiria senza intelletto e al suo sparuto seguito di eunuchi, che è pressoché inutile cercare, per scaramanzia, di grattarsi i testicoli che non hanno mai avuto, perché porterebbe ulteriore sfiga.
Cordialmente vostro
Josè Van Roy Dalì







martedì

Camminando sulla Storia


Domenica 16 ottobre 2011, ore 9.00, Piazza Principe di Piemonte
Archeopasseggiata “Camminando sulla Storia”

L’evento nasce dalla collaborazione tra l’Archeoclub di Oria coordinato dal Dott. Barsanofio Chiedi che da anni conduce le campagne si scavo archeologico presso il sito e l’Assessorato alla Cultura della Città di Grottaglie. La manifestazione “Camminando sulla storia” in programma per Domenica 16 ottobre prevede una passeggiata conoscitiva presso una delle più grandi arterie viarie dell’Impero Romano, la Via Appia ultimata nel II sec. a.C. che congiungeva Roma con Brindisi, il più importante porto per la Grecia e per l’Oriente.

La Regina Viarum, così denominata dai romani, attraversa il territorio grottagliese nei pressi della Masseria La Torre dove si interseca con numerose strade già preesistenti in epoca messapica. Un luogo dal fascino incredibile capace di raccontarci la storia della viabilità messapica prima e romana poi nel nostro territorio. Un patrimonio che ci invidiano in molti e che purtroppo rischia di essere nuovamente sepolto per i motivi che spiegherà il Dott. Chiedi domenica mattina a tutti coloro che parteciperanno all’iniziativa. Un evento imperdibile per gli appassionati di storia e archeologia ma anche per tutti coloro che vogliono approfondire la conoscenza del territorio in cui vivono.

Appuntamento quindi per domenica 16 ottobre alle ore 9.00 in Piazza Principe di Piemonte, nei pressi della fontana. La partecipazione all’iniziativa è completamente gratuita, si raccomanda un abbigliamento idoneo, delle scarpe adatte ed un mezzo proprio con il quale poter raggiungere la località di Masseria La Torre dove avrà luogo l’Archeopasseggiata.

lunedì

RICOSTRUZIONE VICENDA

Prima di passare all’intervista è d’obbligo una premessa che non sarà nè lunga né breve ma necessaria q.b. e soprattutto scevra da preconcetti personali. Ciò che contano sono i fatti e non le personali convinzioni.


I FATTI NON VANNO INTERPRETATI. VANNO RACCONTATI.

Quando nel 2009 il m° Josè Van Roy Dalì venne invitato a replicare a Grottaglie quella che, in buona sostanza, era la stessa mostra che nel 2003 era stata ospitata nelle sale del castello normanno-svevo della vicina Mesagne nel brindisino (con annessa “copia dichiarata” del Cristo de San Juan de la Cruz, come è possibile vedere anche nella foto da ritaglio di giornale dell’epoca) era assolutamente ignaro che sarebbe stato fatto un uso strumentale del cognome Dalì disattendendo in toto gli accordi presi e che questa azione avrebbe acceso la miccia di una bomba inesplosa e dato la stura ad un vaso di pandora di interessi non meglio identificati.


I media ci hanno abituati ai colpi di scena e, a distanza di due anni, anche questa vicenda ha avuto il suo bravo colpo di scena, qualche tempo fa, su un giornale locale a cui il già assessore Patruno (diretta interlocutrice del m° Van Roy Dalì all’epoca dei fatti) rilasciava alcune dichiarazioni in assoluta antitesi con la delibera di Giunta relativa alla mostra di cui stiamo ragionando e che lascia spazio ad un interrogativo inquietante : Quanto sono credibili i nostri amministratori se, una volta smessi i panni dell’istituzione, possono sconfessare con tanta disinvoltura le proprie dichiarazioni ratificate in una delibera di giunta?


Da premettere che il già assessore Patruno non aveva mai sentito il bisogno di fare dichiarazioni ai giornali quando ricopriva il ruolo di amministratore né per confermare né per smentire, lasciando in gravissimo imbarazzo l’ospite che ha subito e continua a subire ancora oggi, a distanza di due anni, un’aggressione mediatica di stampo paesano da più persone in concorso tra loro, con intenti diversi tutti da chiarire.


Né tantomeno coloro che si piccano di gestire l’informazione a Grottaglie, tutti nessuno escluso, si sentirono in dovere di rettificare le informazioni (vedasi, per esempio, articolo apparso sul Corriere del Giorno del 12 agosto 2009) alla luce di quanto affermato nell’assise consiliare del settembre 2009 dalla prof.ssa Patruno, all’epoca assessore alla Cultura , rispondendo ad una INTERPELLANZA del consigliere Santoro (il file audio è disponibile presso i nostri archivi), né altri “operatori dell’informazione” che si presero poi la briga di fare “le accurate indagini” avendo facile accesso a tutta la documentazione (bolle, assicurazione e altro) da cui si poteva evincere più che limpidamente la natura di “copie dichiarate” delle 15 opere incluse nella esposizione al castello episcopio, sentirono il bisogno di fare chiarezza ma, anzi, sorvolarono volutamente.


Le opere in oggetto (quelle incriminate per intenderci, compreso il san Giovanni della Croce, assicurato nell’occasione per una somma di 30mila euro), tra l’altro, erano visibili da circa dieci anni sul sito dell’artista, da sempre definite “riproduzioni”, così come esplicitamente dichiarato anche nel dvd fornito dallo stesso artista all'amministrazione , poi collocato all’interno della esposizione (della serie che il visitatore si sedeva e se lo guardava liberamente), con l' INTERVISTA di Antonella Armentano per il TG3 , in cui veniva sottolineata la realizzazione proprio di tale copia.


Anziché adoperarsi per una informazione corretta e scevra da interpretazioni fantasiose costoro parvero adoperarsi, invece, affinchè l’ambiguità su cui aveva giocato l’organizzazione della mostra, in maniera più o meno consapevole e con responsabilità ancora da stabilire, ingigantisse diventando un’onda anomala nel tentativo di rovinare l’immagine del m° Van Roy Dalì e a livello umano e a livello professionale.


(apro parentesi) -Del resto, detto tra noi, pensare che il Cristo della Cruz di Salvador Dalì potesse essere assicurato per 30mila euro (così come da documentazione) ed esposto in un ambiente non climatizzato e sprovvisto di qualunque protezione (l’opera era posizionata in una delle ultime sale senza alcuna protezione con un cordoncino davanti e un solo sorvegliante all’ingresso. Chiunque bambino con una penna avrebbe potuto sfregiare l’opera senza essere visto) , è da mentecatti. Così pensare che ben 15 opere autentiche di Salvador Dalì potessero essere concesse in prestito per 15mila euro sarebbe stata pura fantascienza e qualunque persona di senno un piccolo dubbio se lo sarebbe fatto venire prima di dare aria ai polmoni.-(chiudo parentesi)


Chi fa informazione ha il DOVERE di informarsi prima di scrivere qualunque articolo, anche il più elementare. Figuriamoci quando si va a toccare l’onorabilità delle persone. Occorre la stessa cautela e la stessa diligenza prevista dalla giurisprudenza per il “buon padre di famiglia”.


Definirsi giornalisti è una cosa. Esserlo è cosa completamente diversa.


Venendo al colpo di scena… sul giornale locale di cui si fa cenno, il già ass. Patruno dichiara che ?“loro”? sapevano che “non era figlio” e che al m° Van Roy Dalì il comune di Grottaglie, per il prestito delle opere esposte nella mostra della ceramica 2009, avrebbe corrisposto la somma di 5mila euro e non già di 15mila euro di cui in delibera. Affermazione molto grave considerato che una delibera di giunta è un atto pubblico e quindi “fa fede”.


Abbiamo voluto chiedere lumi all’artista al riguardo. Se ha ricevuto una qualunque somma avrà firmato una ricevuta per l’incasso, ci siamo detti . Ma andiamo per gradi. Da premettere, intanto che, pur avendone avuto la possibilità e sollecitato più volte in tal senso, il m° Van roy Dalì, per una forma di correttezza verso l’amministrazione a cui sarebbe spettato il compito di dissipare le ombre e sollevare l’artista-ospite da ogni imbarazzo, non ha mai prima d’ora esplicitato in modo tanto chiaro e inequivocabile la dinamica dei fatti con documenti alla mano.

A seguire l'intervista rilasciata dal m° Josè Van Roy Dalì al blog sopralapancalacapracanta

INTERVISTA SULLA MOSTRA DELLA CERAMICA 2009

stralcio assise consiliare settembre 2009

stralcio interpellanza consigliere Michele Santoro - Assise consiliare settembre 2009

(il file audio nella sua interezza è custodito presso i nostri archivi)


Santoro: una sezione speciale della mostra della ceramica è stata dedicata quest'anno a Salvador Dalì e comprende alcuni dipinti attribuiti al celebre pittore catalano. Poichè è stato accertato da un articolo pubblicato sul Corriere del Giorno in data 12 agosto 2009 che il dipinto esposto a Grottaglie dal titolo "il cristo de san juan de la cruz" è semplicemente una copia. Una copia. Parlo di una copia. Si chiede di conoscere:
a) gli elementi che hanno indotto l'amministrazione comunale ad affermare che si tratta di un originale
b) se le altre opere sono autentiche o meno perchè oltre a questo quadro ce n'erano altri 14 esposti.Voglio sapere anche se questi 14 quadri sono originali.
c) la provenienza delle opere esposte


Patruno: consigliere Santoro che fare... ridere? Lei ha letto l'articolo che è comparso sul corriere del giorno il 12 agosto del 2009 e ha assunto come scontate alcune affermazioni che sono li riportate riguardo all'opera di cui sta parlando. (...) in risposta a questo problema gravissimo che lei sta ponendo noi forniamo le seguenti informazioni:
a) il dipinto san juan de la cruz esposto al castello espiscopio all'interno della succitata mostra della ceramica (...) sebbene raffigurante la stessa immagine dell'opera del m°Dalì conservata al museo di Glasgow, è diversa da quest'ultima sia per alcuni particolari ma soprattutto (...) per le dimensioni.In particolare l'originale ha le dimensioni di cm.205x113 mentre l'opera prestata dalla Dalì Art Gallery esposta al castello espiscopio è di cm. 138x83 con tutta la cornice.(...) così come non possono essere fatte affermazioni in libertà in ordine alla paternità e natura dell'opera esposta nel castello la quale non recando alcuna firma (...) è stata correttamente epigrafata nel catalogo che abbiamo realizzato all'uopo (...) con il solo riferimento al soggetto proprietario, ossia alla Dalì Art Gallery che ha sede in Velletri a Roma;
b) tutte le altre opere esposte nel castello (...) nel contratto sottoscritto con la Dalì Art Gallery recano la firma dell'autore e sono quindi di proprietà di detta Art Gallery. L'inclusione tra le opere che sono state esposte al castello e che sono state scelte nel corso di una visita effettuata dalla sottoscritta insieme alla dott.ssa De Vincentis presso la Dalì Art Gallery (...) è stata decisa nella piena consapevolezza del valore dell'opera che, quantunque non qualificabile nella sua paternità, rappresenta una espressione artistica apprezzabilmente esperibile all'arte dei Dalì.(...)