Graziella
di Michele Micunco
Menzione Speciale del
Coordinamento Donne Spi-Cgil lega di Grottaglie
Commento Critico a cura della N.D. Elisa Silvatici
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Premio Letterario Nazionale "Le Esperidi" - 1° Edizione 2011
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Ci alzammo insieme dal letto
come sempre alle quattro di notte
Era, ricordo, un venerdì
Fuori una nuvola di nebbia
nascondeva, le luci e la strada
Era ancora presto per fare giorno
mi ricordo ancora, come fosse ora
che anche se avevi gli occhi stanchi
mi sorridesti come una bambina
carezzando i miei primi capelli bianchi
nell’altra stanza i ragazzi dormivano
era troppo presto per loro ,
per i nostri figli, andare a scuola.
Graziella , quanto eri bella
quella mattina di ottobre
mentre preparavi il latte e il caffè
ti avrei voluto abbracciare
prima di andare a Vendemmiare
ma, come tutti i giorni, dovevi correre,
così come da tanti anni , troppi , anni
il furgone del caporale ti stava già ad aspettare
insieme alle compagne per andare a lavorare
Lontano da casa, quella mattina a Policoro
Correva il furgone fra il silenzio della notte
Un viaggio infinito di quasi due ore
Poche parole , un solo buongiorno
Dormivano tutte mentre si andava via
e come sempre , ogni giorno da anni
Nascondevano rannicchiate il proprio sogno
Le teste appoggiate al vetro freddo
Strette fra sedili consumati dal tempo
e il puzzo del gasolio e terra secca
Riempivano così di vita e un piccolo tepore
Quel piccolo mondo di speranze e fatica
Sembrava il primo raggio di sole
Quel faro improvviso in mezzo alla strada
Invece era il graffio della morte che
Colpiva al cuore quel pugno di vite
Non restò per nessuno di loro
nemmeno un attimo, un pensiero
Per un ultimo abbraccio dei loro occhi
Per un ultimo sguardo al cielo dell’alba
E anche il tuo sogno, si spense di colpo
Graziella , ora sei un raggio di luna
pelle fredda come neve silenziosa
accanto a cumuli di altri pallidi dolori
senza più il tuo sorriso da raccontare
provo ancora a seguirti con i ricordi
per non dimenticare i tuoi sogni aperti
quelli lasciati sul vetro ancora appannato
dalla nebbia e dalla vita spietata
quella fatta di giornate senza storie
dove solo un piccolo sorriso stanco
riempiva le stanze di questa casa
adesso solo nostra
senza te a me vicino
Graziella , addio, amore mio .