di Tiziana Monari (Prato)
Menzione speciale della Critica
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Premio Letterario Nazionale "Le Esperidi" - 1° Edizione 2011
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Era color del grano maturo
il sari di Inas
in quel campo di calcio sospeso nel vuoto
le urla affogate nell'omofonia della sera
svelava un'eco infinita d'orrori
la vile paura degli uomini
la solitudine muta di una donna dalla vita sottile
sembrava uno straccio di rose vermiglie
quel sari coperto di pietre
in un lento torpore di cotone leggero
i piedi inchiodati sul cuore
la strage ingoiata in un orgoglio screziato
il ventre gonfio di stoppie riarse
brillavano taciturne
le mani di petali e fibra
il frammento di lucida mica sui fianchi
la margherita spezzata sul seno
restavano lì
nella follia del suono che tace
il dolente ritmo dei sassi
la quiete sonnolenta di luglio
solo un sacrale silenzio saliva nel taglio del cielo
al respiro commosso della sua bocca
che non aveva più voce
neanche un sibilo al cuore.
Commento critico a cura di Anna Marinelli
La tematica trattata in questa impegnativa lirica balza agli occhi e al cuore dell’umanità e la costringe a interrogarsi sul perché questo barbaro rito della lapidazione non sia stato ancora soppresso.
Ci vorrebbe una rivoluzione culturale, ed i tempi sono maturi, per cambiare lo stato delle cose.
Ci vorrebbe una rivoluzione internazionale al fine di abolire il continuo utilizzo del concetto di religione e di cultura per giustificare l’uccisione delle donne come forma di punizione per aver violato le ‘regole’ imposte dal comportamento sessuale.
“Il testo, ben articolato, intessuto di metafore coinvolgenti è ricco di contenuti altamente sociali ed umani”, lo si ama fin dalla prima lettura allorquando leggiamo: era color del grano/il sari di Inas/in quel campo di calcio/sembrava uno straccio di rose vermiglie….