sabato

Una bella pagina di Giustizia

Undici anni sono stati necessari perchè il Dott.S.D.( tarantino di anni 60) potesse ottenere Giustizia. Undici anni dal "fatto" e circa cinque anni dalla sentenza di primo grado che lo aveva iniquamente condannato alla pena di mesi quattro di reclusione per un episodio di presunta "mala medicina".
Era accusato ,nella sua qualità di sanitario in servizio presso la guardia medica di Pulsano,di avere-per colpa inescusabile- causato lesioni personali gravi al giovane G.M. (oggi di anni 28, nato a Taranto) non avendo,nel corso di una visita domiciliare ,diagnosticato un processo infiammatorio infettivo al livello dell'appendice;
la colpa del professionista-secondo i denuncianti e secondo la pubblica accusa - avrebbe causato il tardivo ricovero del giovane in gravi condizioni ed in pericolo di vita.
Ovviamente ne conseguì una denuncia del professionista anche in ragione del fatto che le elevatissime richieste risarcitorie avanzate dalla presunta parte offesa non erano state soddisfatte dalla compagnia assicuratrice del dott.S.D.
Il processo fu incardinato ed affidato al giudizio della Dott.Patrizia TODISCO ( poi passata-nel corso del giudizio- ad altra funzione giurisdizionale) con passaggio di mano, poi, ad altro magistrato ( onorario) del Tribunale di Taranto. Si costituì parte civile la giovane p.o. mentre l'imputato si affidò alla difesa dell'Avv.Mario CALZOLARO altresì supportato dall'Avv.Enzo VOZZA che agiva nell'interesse della compagnia di assicurazione.
La difesa,in primo grado,si attivò nello sforzo di dimostrare il tentativo chiaramente speculativo della parte offesa e dei suoi genitori;si sostenne,in quella sede,che la parte civile costituita e suo padre,sentito come teste,erano mendaci,travisavano le circostanze di cui riferivano e ne nascondevano altre;negarono,ad esempio,l'importantissima circostanza secondo la quale tra la visita effettuata dall'imputato ed il ricovero avvenuto quasi tre giorni dopo,il padre del giovane ammalato aveva consultato il proprio medico di famiglia il quale,sulla scorta delle condizioni del ragazzo e dei sintomi riferiti ed accertabili,non aveva rilevato alcuna necessità di procedere a ricovero di emergenza; a cura della difesa quel medico di famiglia fu sentito come teste e letteralmente sbugiardò la parte offesa ed il padre confermando le circostanze addotte dalla difesa. Appariva evidente,anche sulla scorta delle risultanze peritali, che non vi fossero valide ragioni per un'affermazione di responsabilità penale del malcapitato professionista nel ruolo di guardia medica svolto.Ciò nonostante,inopinatamente,il Dott.S.D,fu ritenuto responsabile dal Giudice e condannato alla pena della eclusione di mesi 4 ( sospesa) oltre al risarcimento danni da liquidarsi in separata sede.
A seguito di impugnazione si è tenuto l'appello ( Pres.te SEMERARO-Relatore SANTELLA-A latere RIZZo) dinanzi alla Corte di Appello di Taranto.
L'Avv.CALZOLARO,pur dinanzi all'ormai intervenuta prescrizione del reato per il decorso dei termini,ha inteso esporre la difesa del suo assistitito " a tutto campo" e, sostenendo che una declaratoria di estinzione del reato per intervenuta prescrizione avrebbe rappresentato "un secondo ennesimo ceffone vibrato dalla Giustizia sul volto di un imputato innocente, probo, onesto e professionalmente ineccepibile", è riuscito a persuadere la Corte dell'evidente mistificazione processuale posta in essere dalla parte offesa e dal padre.
La corte, infatti, ha assolto l'imputato con ampia formula perchè il fatto non sussiste!
Una bella pagina di Giustizia.