Due anni fa nel 2009 lei veniva invitato dall’amministrazione comunale di Grottaglie ad esporre le sue opere presso il Castello Episcopio durante la Mostra della Ceramica edizione 2009. Un evento “chiacchierato” che ha avuto degli strascichi indesiderati benchè la mostra abbia ottenuto un notevole successo di pubblico. Vogliamo ripercorrere le fasi della vicenda cercando di fare finalmente chiarezza per rendere giustizia tanto all’artista che ai grottagliesi di buona volonta? Ebbene…
QUANDO L’AMMINISTRAZIONE L’HA INVITATA AD ESPORRE A GROTTAGLIE LE HA POSTO COME REQUISITO INDISPENSABILE L’ESSERE FIGLIO DI SALVADOR DALI’ O DI ALTRO AUTOREVOLE ARTISTA?
R. Assolutamente No!
In un primo momento per interposta persona, forse in un tentativo di “tirare sul prezzo”, vennero vantate trattative in atto per la realizzazione, al castello episcopio, di una mostra con opere di Picasso. Io mi limitai ad augurare loro un buon proseguimento per tale progetto , ringraziai cordialmente levandomi tanto di cappello … e salutai . Successivamente, sempre per interposta persona, mi venne riformulato l’invito per una mia personale al castello, con l’inserimento di alcune opere paterne. Una richiesta a cui risposi negativamente suggerendo, piuttosto risentito, che per avere opere di mio padre in esposizione occorreva formulare ufficialmente tale richiesta alla Fondazione preposta a tali scopi in Spagna, in quanto io mi occupavo soltanto e unicamente della diffusione e della promozione dei miei lavori . Tutt’al più avrei potuto riproporre, per l’ennesima volta e come unico autore, la medesima manifestazione in omaggio a mio padre che, da oltre vent’anni, è itinerante in ogni parte del mondo , Puglia compresa , il cui senso doveva essere inequivocabile , come sempre, a cominciare dal titolo, ovvero: Josè Van Roy Dalì “Omaggio a Salvador Dalì”.
QUALI ERANO STATI, DUNQUE, GLI ACCORDI INTERCORSI TRA LEI E L’AMMINISTRAZIONE?
R. Preso atto del mio esplicito disinteresse per una proposta di cui non fossi l’unico destinatario e protagonista, venni invitato allora, sempre per interposta persona, a visitare l’eventuale sede espositiva del castello e nel contempo ad incontrare le mie interlocutrici per definire ogni accordo preliminare. Il fatidico incontro avvenne a Grottaglie alla presenza di un caro e stimato amico, il prof. Benedetto Sorino, artista di Francavilla Fontana, e della comune amica Teresa. Le mie esplicite richieste avvennero alla luce del sole e alla presenza di tutti. Gli accordi erano i seguenti: avrei esposto le mie opere in una personale, con l’aggiunta di alcune opere da me realizzate A IMITAZIONE Dalì, a patto che le medesime venissero qualificate ufficialmente come tali e cioè COPIE e il titolo della mostra, su manifesti e cataloghi in oggetto fosse: Josè van Roy Dalì “Omaggio a Salvador Dalì”. A quell’incontro ne seguì un altro, tempo dopo, nella mia abitazione dove le mie interlocutrici, perfettamente edotte sulla circostanza che si trattava di opere realizzate da me e da nessun altro, ebbero l’opportunità di scegliere personalmente e a proprio piacimento le opere da esporre.
SONO STATI MANTENUTI O DISATTESI?
R. Totalmente disattesi! Altrimenti non saremmo ancora qui a parlarne. A cominciare dal titolo che venne stravolto da “Josè van Roy Dalì “Omaggio a Salvador Dalì”, in “DALI’ IN MOSTRA”, circostanza di cui ebbi contezza solo il giorno della inaugurazione quando vidi le affissioni per strada.
NELLA ESPOSIZIONE AL CASTELLO DI GROTTAGLIE ERANO PRESENTI OPERE ORIGINALI DI SALVADOR DALI’ PROVENIENTI DALLA DALI’ ART GALLERY O LEI SI ERA IMPEGNATO A FORNIRNE?
R. No! Nel modo più assoluto.
La Dalì art gallery è la mia galleria privata con tanto di partita I.V.A. e ogni fornitura, comprensiva di bolle d’accompagnamento e di relativa copertura assicurativa, indicava i dati precisi della natura delle opere in questione e del loro autore … e cioè il sottoscritto! Naturalmente, ogni mia affermazione è suffragata da documenti cartacei inconfutabili, compresa una polizza assicurativa per 54 opere per singole valutazioni , che vanno da settemila Euro a trentamila Euro cadauna, per un valore globale di 1.091,000/00 Euro . Qualunque sprovveduto capirebbe che cifre simili non andrebbero a coprire nemmeno una minuscola porzione di un’ opera originale di Salvador Dalì . Poi, per chi resta sgomento davanti alla cifra cumulativa di un milione di euro riferita a 54 opere, ricordo che per tale cifra il premio assicurativo da pagare fu irrisorio, ovvero pari a 1.304,84 euro, come da fattura ( La Fondiaria -polizza n. 0674. 550333.49 Taranto Est cod. 0674 Mostre d’arte“Da chiodo a chiodo”). Inoltre, anche sulle relative bolle d’accompagnamento, le opere “incriminate” , vengono chiaramente definite COPIE.
HA QUALCOSA DA RIMPROVERARE ALL’AMMINISTRAZIONE DI GROTTAGLIE DELL’EPOCA? E SE SI, COSA IN PARTICOLARE?
R. Solitamente non mi permetto di rimproverare nessuno … perché le responsabilità di azioni individuali o di gruppo, abitualmente dovrebbero essere degli autori. Io potrei rimproverare a me stesso l’ingenuità di essermi fidato del verbo. La qual cosa non accadrà mai più in futuro. In fondo, anche la semplice esperienza ha i suoi costi!
PERCHE’, SECONDO LEI, A DISTANZA DI DUE ANNI LE VIENE FATTA ANCORA UNA GUERRA SPIETATA DA ALCUNI PERSONAGGI DEL LUOGO?
R. Personaggi? Ma quali personaggi … per me sono solo ombre inconsistenti! E Lei, pur conoscendo il mio totale rispetto per il prossimo e persino per i miei più acerrimi nemici … vorrebbe indurre la mia pazienza a “deragliare”? Certamente gli innumerevoli quanto infelici interventi diffamatori, nei confronti della mia persona, del mio lavoro e della mia credibilità, ad opera di terze persone, hanno prodotto notevoli e gravissimi danni, ampiamente quantificabili , di cui qualcuno, prima o poi dovrà rispondere in solido. A tale riguardo, e in seguito ad una precedente diffida ufficiale, ho dato mandato ai miei legali per presentare ai Tribunali preposti una querela di parte verso ignoti, con conseguenti indagini atte all’ identificazione materiale di coloro che si sono ”affabilmente” prodigati a diffamarmi, in questa specie di associazione a delinquere casareccia.
E’ impensabile, tanto per esplicitare liberamente il mio pensiero, che tali “ illustri “sconosciuti, manovrati da un noto, o forse sarebbe meglio dire famigerato, personaggio isterico , affetto da megalomania galoppante … si siano prodigati in un nuovo gioco … piuttosto affine a certi compagni di merende … con la assurda convinzione di cavarsela a buon mercato, in virtù di quel microscopico potere telematico o massmediatico derivante da una effimera condizione di gestori, gestita peraltro maldestramente, talvolta contro ogni legge e ogni etica … con il chiaro scopo di colpire qualcun altro, attraverso informazioni distorte, per ottenere il fatidico effetto “due piccioni con una fava” e per diffamarmi ad oltranza con ogni genere di calunnia, in nome di una propria assurda convinzione, sbandierata quale verità, falsata a proprio uso e consumo. Einstein, a suo tempo disse: Chiunque si accinga ad eleggere se stesso a giudice del vero e della conoscenza, naufraga sotto le risate degli dei.
MA DA COSA NASCEREBBE TANTA AVVERSIONE NEI SUOI CONFRONTI?
Posso ipotizzare, supporre che il tutto sia scaturito a causa di un patetico personaggio pirandelliano, con agganci a Grottaglie, presunto professore, critico, artista e chissà quant’ altro, che diversi anni addietro aveva organizzato in Puglia alcune mostre, strumentalizzando maldestramente la mia presenza e il mio nome, mascherando il tutto con sigle del tipo: J. Dalì, oppure J.V.R. Dalì, suscitando il mio disappunto. Inoltre, non aveva digerito l’onta di veder vendere un mio lavoro ad una sua collega ad un prezzo proibitivo per l’epoca, mentre le sue opere erano rimaste miseramente invendute. Mi perseguitò per diverso tempo con un accanimento patologico, attivando l’intervento di complici occasionali, quali un giornalista in una mostra di Francavilla Fontana, dei politicanti locali in una mostra nelle vicinanze di Ferrara … e coinvolgendo in una diatriba telematica, anche un blog nei pressi di Vicenza. Non avrei mai pensato che un essere cosiddetto umano potesse arrivare a tanto … lo consideravo come un tafano molesto. E per un po’, non vedendolo in circolazione, pensai fosse deceduto. Invece pare di no … comunque sono contento per lui e per il suo clan.
In conclusione e secondo me, anche se non conosco personalmente nessuno degli oscuri individui che compongono l’alleanza tribale, la mostra è stato un semplice pretesto personale (probabilmente riconducibile al personaggio di cui ho parlato poco fa), servito agli scellerati di turno su un piatto d’argento dalla Amministrazione locale, dando la possibilità di porre in atto la sospirata vendetta, insanamente maturata in anni di invalidante sofferenza per i miei piccoli successi, da parte di un povero demente e dei suoi gregari. L’aggressione mediatica, o meglio, quella che avrebbe voluto essere un’aggressione mediatica , credo sia scivolata sulla fatidica buccia di banana … ma è servita a farmi comprendere usi e costumi locali, come la famosa “mescia grottagliese” … ma ripeto, ritengo ogni ulteriore intento, una semplice vendetta personale, altrimenti tanto accanimento, a distanza di anni, non avrebbe più alcun senso … E mi scuso anticipatamente per la volgarità di questa mia ultima considerazione personale, presa in prestito dalla mia solerte assistente che mi accompagna da oltre 30 anni. Una considerazione che non è contro i grottagliesi, nè contro Grottaglie, bensì verso i quattro o cinque individui che vorrebbero rappresentare o imporre forzatamente ai propri concittadini il loro spregevole volere. La mia assistente è solita dire, in presenza di simile campionario umano, : “Quella è gente, che si bacia e si incula con la medesima indifferenza!”
DI RECENTE SU UN MENSILE LOCALE IL GIA’ ASSESSORE PATRUNO (ASSESSORE ALL’EPOCA DEI FATTI) HA DICHIARATO CHE “LORO SAPEVANO CHE LEI NON ERA FIGLIO” E CHE LE SONO STATI CORRISPOSTI QUALE COMPENSO “SOLO 5MILA (CINQUEMILA) EURO”. LE HA MAI DATO MODO IL GIA’ ASSESSORE DI PENSARE CHE “LORO SAPESSERO CHE NON ERA FIGLIO?” E A PROPOSITO DEL COMPENSO, CONSIDERATO CHE LA DELIBERA DI GIUNTA RIPORTA, INVECE, UNA SOMMA DI 15MILA (DICASI QUINDICIMILA) EURO, CHI DICE IL VERO? IL GIA’ ASSESSORE O LA DELIBERA DI GIUNTA?
R. Premesso che la mia condizione di figlio fa parte della mia sfera privata ed è comunque fatto universalmente notorio e ufficializzato pubblicamente da oltre 30 anni, non vedo quale valore potrebbe assumere la dichiarazione, in negativo o in positivo, di una persona che mi ha incontrato soltanto due volte! Inoltre, non mi curo affatto delle vicende paesane, tantomeno di affermazioni prive di buon senso su giornali locali. Una simile dichiarazione , qualora rilasciata, a me sembrerebbe piuttosto emblematica e ambivalente, in quanto, se la logica ha un senso , mi chiedo, perché fare tanta strada per chiedere opere di Dalì da esporre al castello, con la ovvia consapevolezza di andare a perdere tempo? No!il già assessore, non mi ha mai dato alcun modo di pensare “che io non fossi figlio”… e, alla luce di quanto detto sopra, non avrebbe alcun senso. Certamente io non posso sapere cosa passa nella testa delle persone, ma non è proprio così facile accedere al mio cospetto. Chi entra nella mia abitazione, sa benissimo chi va ad incontrare.
Le fatture n. 19 e n. 22 , con pagamento anticipato, rispettivamente di 7.495,00 Euro cadauna in mio possesso, comunque, provano che la somma fu di quindicimila Euro, così come scritto in delibera.
ASSODATO QUANTO SOPRA… QUAL E’ STATO NEL CORSO DEGLI ANNI IL SUO RAPPORTO CON LA PUGLIA?
R.Fantastico ! Ho avuto modo di apprezzare luoghi e persone di questa magnifica e peculiare parte dell’Italia. Credo di aver fatto più mostre in Puglia che in qualsiasi altra parte del mondo, avevo anche accarezzato l’idea di acquistare una masseria per viverci stabilmente, ma a causa dei tanti impegni, ho dovuto accantonare temporaneamente questo sogno.
TORNEREBBE AD ESPORRE A GROTTAGLIE?
R. Perché no! Io non ho nulla da nascondere e non temo affatto la meschinità di certa gente. Mi premurerei di aggiungere a caratteri cubitali sul contratto: “indipendentemente e al di fuori dal fatto di essere o meno figlio di cotanto padre”… e naturalmente solo per un compenso anticipato di centomila Euro. Pace e bene a tutti … nemici inclusi.