lunedì

RICOSTRUZIONE VICENDA

Prima di passare all’intervista è d’obbligo una premessa che non sarà nè lunga né breve ma necessaria q.b. e soprattutto scevra da preconcetti personali. Ciò che contano sono i fatti e non le personali convinzioni.


I FATTI NON VANNO INTERPRETATI. VANNO RACCONTATI.

Quando nel 2009 il m° Josè Van Roy Dalì venne invitato a replicare a Grottaglie quella che, in buona sostanza, era la stessa mostra che nel 2003 era stata ospitata nelle sale del castello normanno-svevo della vicina Mesagne nel brindisino (con annessa “copia dichiarata” del Cristo de San Juan de la Cruz, come è possibile vedere anche nella foto da ritaglio di giornale dell’epoca) era assolutamente ignaro che sarebbe stato fatto un uso strumentale del cognome Dalì disattendendo in toto gli accordi presi e che questa azione avrebbe acceso la miccia di una bomba inesplosa e dato la stura ad un vaso di pandora di interessi non meglio identificati.


I media ci hanno abituati ai colpi di scena e, a distanza di due anni, anche questa vicenda ha avuto il suo bravo colpo di scena, qualche tempo fa, su un giornale locale a cui il già assessore Patruno (diretta interlocutrice del m° Van Roy Dalì all’epoca dei fatti) rilasciava alcune dichiarazioni in assoluta antitesi con la delibera di Giunta relativa alla mostra di cui stiamo ragionando e che lascia spazio ad un interrogativo inquietante : Quanto sono credibili i nostri amministratori se, una volta smessi i panni dell’istituzione, possono sconfessare con tanta disinvoltura le proprie dichiarazioni ratificate in una delibera di giunta?


Da premettere che il già assessore Patruno non aveva mai sentito il bisogno di fare dichiarazioni ai giornali quando ricopriva il ruolo di amministratore né per confermare né per smentire, lasciando in gravissimo imbarazzo l’ospite che ha subito e continua a subire ancora oggi, a distanza di due anni, un’aggressione mediatica di stampo paesano da più persone in concorso tra loro, con intenti diversi tutti da chiarire.


Né tantomeno coloro che si piccano di gestire l’informazione a Grottaglie, tutti nessuno escluso, si sentirono in dovere di rettificare le informazioni (vedasi, per esempio, articolo apparso sul Corriere del Giorno del 12 agosto 2009) alla luce di quanto affermato nell’assise consiliare del settembre 2009 dalla prof.ssa Patruno, all’epoca assessore alla Cultura , rispondendo ad una INTERPELLANZA del consigliere Santoro (il file audio è disponibile presso i nostri archivi), né altri “operatori dell’informazione” che si presero poi la briga di fare “le accurate indagini” avendo facile accesso a tutta la documentazione (bolle, assicurazione e altro) da cui si poteva evincere più che limpidamente la natura di “copie dichiarate” delle 15 opere incluse nella esposizione al castello episcopio, sentirono il bisogno di fare chiarezza ma, anzi, sorvolarono volutamente.


Le opere in oggetto (quelle incriminate per intenderci, compreso il san Giovanni della Croce, assicurato nell’occasione per una somma di 30mila euro), tra l’altro, erano visibili da circa dieci anni sul sito dell’artista, da sempre definite “riproduzioni”, così come esplicitamente dichiarato anche nel dvd fornito dallo stesso artista all'amministrazione , poi collocato all’interno della esposizione (della serie che il visitatore si sedeva e se lo guardava liberamente), con l' INTERVISTA di Antonella Armentano per il TG3 , in cui veniva sottolineata la realizzazione proprio di tale copia.


Anziché adoperarsi per una informazione corretta e scevra da interpretazioni fantasiose costoro parvero adoperarsi, invece, affinchè l’ambiguità su cui aveva giocato l’organizzazione della mostra, in maniera più o meno consapevole e con responsabilità ancora da stabilire, ingigantisse diventando un’onda anomala nel tentativo di rovinare l’immagine del m° Van Roy Dalì e a livello umano e a livello professionale.


(apro parentesi) -Del resto, detto tra noi, pensare che il Cristo della Cruz di Salvador Dalì potesse essere assicurato per 30mila euro (così come da documentazione) ed esposto in un ambiente non climatizzato e sprovvisto di qualunque protezione (l’opera era posizionata in una delle ultime sale senza alcuna protezione con un cordoncino davanti e un solo sorvegliante all’ingresso. Chiunque bambino con una penna avrebbe potuto sfregiare l’opera senza essere visto) , è da mentecatti. Così pensare che ben 15 opere autentiche di Salvador Dalì potessero essere concesse in prestito per 15mila euro sarebbe stata pura fantascienza e qualunque persona di senno un piccolo dubbio se lo sarebbe fatto venire prima di dare aria ai polmoni.-(chiudo parentesi)


Chi fa informazione ha il DOVERE di informarsi prima di scrivere qualunque articolo, anche il più elementare. Figuriamoci quando si va a toccare l’onorabilità delle persone. Occorre la stessa cautela e la stessa diligenza prevista dalla giurisprudenza per il “buon padre di famiglia”.


Definirsi giornalisti è una cosa. Esserlo è cosa completamente diversa.


Venendo al colpo di scena… sul giornale locale di cui si fa cenno, il già ass. Patruno dichiara che ?“loro”? sapevano che “non era figlio” e che al m° Van Roy Dalì il comune di Grottaglie, per il prestito delle opere esposte nella mostra della ceramica 2009, avrebbe corrisposto la somma di 5mila euro e non già di 15mila euro di cui in delibera. Affermazione molto grave considerato che una delibera di giunta è un atto pubblico e quindi “fa fede”.


Abbiamo voluto chiedere lumi all’artista al riguardo. Se ha ricevuto una qualunque somma avrà firmato una ricevuta per l’incasso, ci siamo detti . Ma andiamo per gradi. Da premettere, intanto che, pur avendone avuto la possibilità e sollecitato più volte in tal senso, il m° Van roy Dalì, per una forma di correttezza verso l’amministrazione a cui sarebbe spettato il compito di dissipare le ombre e sollevare l’artista-ospite da ogni imbarazzo, non ha mai prima d’ora esplicitato in modo tanto chiaro e inequivocabile la dinamica dei fatti con documenti alla mano.

A seguire l'intervista rilasciata dal m° Josè Van Roy Dalì al blog sopralapancalacapracanta

INTERVISTA SULLA MOSTRA DELLA CERAMICA 2009